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Home > Etna > Genesi dell'Etna e della Valle del Bove
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11 Dicembre 2006

Genesi dell'Etna e della Valle del Bove

Sembra che l'Etna si sia cominciata a formare 700.000-600.000 anni fa, in epoca quaternaria, per lo scontro tra la zolla euro-asiatica a nord e la zolla Africana a sud.

L'evento portò alla fuoriuscita di lava basaltica fluidissima e alla formazione, col tempo dei primi coni di emissione di lava. Il più importante di essi era il "Monte Calanna" (300.000-200.000 anni fa), che oggi si trova ormai sepolto sotto il vulcano.

L'attività vulcanica dell'Etna cominciò all'interno di un grande golfo, che si estendeva dai Peloritani fino agli Iblei. Già da un milione di anni prima la Sicilia aveva già cominciato a sollevarsi dal fondo marino.

I resti di quelle lave sottomarine sono oggi osservabili nel territorio del comune di Acicastello (Faraglioni di Acitrezza, le "Colata a pillow" della rupe del Castello di Acicastello, ecc.).

Circa 80.000 anni fa l'attività eruttiva cominciò da un nuovo apparato eruttivo, più ad ovest rispetto al precedente e dotato, a differenza del precedente, di attività esplosiva, detto "Trifoglietto".

Più avanti nel tempo, si formarono altri apparati eruttivi, sovrapposti e/o affiancati al Trifoglietto. Fra questi: Serra Giannicola Piccola, Zoccolaro, Vavalaci e Belvedere, più ad ovest di Trifoglietto vi era il "Trifoglietto II".

Sembra che tutto questo apparato eruttivo, circa 64.000 anni fa, a seguito di una tremenda eruzione collassò su se stesso e si formò una enorme caldera, la "Valle del Bove".

Da 35.000 anni fa ad oggi, si formò, ancora più ad ovest, un nuovo apparato eruttivo, il "Mongibello".

Col tempo l'attività del vulcano si è andata sempre più stabilizzando verso una forma non esplosiva, con lave fluide di tipo basaltico.

A seguito di nuovi studi dell'INGV, sembra che nel VII millennio a.C. (8000 anni a.C.), un gigantesco crollo scivolò verso il mare Jonio provocando un gigantesco Tsunami.

tsunami1.jpg tsunami2.jpg tsunami3.jpg tsunami4.jpg

L'evento sembra sia stato dimostrato a seguito dello studio di fondali marini.

Le onde dovevano essere alte fino a 40 metri e avrebbero investito Grecia, Libia, e persino Siria, Libano ed Israele; avrebbero persino distrutto la mitica Atlantide.

Non se ne conoscono i motivi: eruzione? Terremoto? Ma sembra che l'attuale aspetto della Valle del Bove sia ciò che resti del cataclisma..

Vedi anche:

http://www.corriere.it/Primo_P iano/Scienze_e_Tecnologie/2006/12_Dicemb re/01/etna.shtml (fonte delle foto)

http://it.wikipedia.org/wiki/Et na_(vulcano)

Descrizioni usate nelle foto: 
Postato da: Etnablog in Etna alle 17:17

Permalink | Commenti(6)
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Commenti:

Sono un geologo, appassionato dell'Etna sia dal punto si vista scientifico che
naturalistico/escursionistico, avendo alle spalle diversi anni di escursioni in tutte le
zone del vulcano. devo dire che però non avevo conoscenza della teoria delle tsunami come
conseguenza della formazione della Valle del Bove.Di solito si parla come di una serie
di eventi, in parte dovuti a collasso calderico ed in parte ad imponenti movimenti
gravitativi. La testimonianza a supporto della teoria delle "mega frana" è in un
deposito chiamato "Chiancone" che affiora nell'area di Giarre/Riposto, avente uno
spessore anche alcune centinaia di metri. Ssarebbe l'accumulo del materiale che costituiva il fianco del vulcano e portato già dal movimento franoso.
Ciao e a presto!
Alessandro

 

Postato da: Alessandro Licciardello il 13 Agosto 2007 alle 22:00

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Interessante, mi hai spinto a documentarmi sul "chiancone".

In questo link leggo a proposito del chiancone:
 

In prossimità di Riposto, vicino a Giarre, seguendo le indicazioni che portano al campeggio Praiola, si raggiunge una spiaggia alle cui spalle, sia in direzione Nord che Sud, si trova un'alta falesia. Il materiale che si vede nella parete verticale (denominato Formazione del Chiancone) è considerato l'evidenza che, almeno in parte, la Valle del Bove si è formata in seguito a grossi flussi di fango, detti in vulcanologia lahar.

 

Sono stato diverse volte nella spiaggetta di Praiola ma la prossima volta starò piu attento.

Grazie della dritta :)

 

Postato da: Etnablog il 18 Agosto 2007 alle 10:01

L'argomento è molto interessante, ma poco conosciuto dal grande pubblico. Desidero
segnalare un mio recente articolo pubblicato
sul mio sito www.CataniaCultura.com (evidenziato in home page) dove parlo anche della
città sommersa di Atlit-Yam in Israele secondo gli archeologi abbandonata proprio in
conseguenza di questo
tsunami. Nel medesimo articolo riporto anche le indagini e le più recenti conclusioni
dei vulcanologi dell'Ingv circa la possibile ripetizione di un tale evento in futuro.

Cordiali saluti.
Ignazio Burgio

 

Postato da: Ignazio Burgio il 17 Marzo 2008 alle 17:46

Infatti, stavo osservando una di quelle immagini del suolo circostante l'Etna, osservavo proprio quella strana forma avanti e dietro la valle del Bove.
La prima deduzione che ho avuto è proprio che quella morfologia non può essere il risultato di recenti eruzioni.
Se la si guarda attentamente si può notare come se in epoche remote ci fosse una precedente formazione montuosa poi erosasi e solo successivamente si è iniziato a formare il cono attuale del vulcano.
Ora leggo in queste pagine che ciò è stato già osservato e studiato addirittura datandolo.
L'ipotesi dello staccarsi di una porzione di terreno è suggestiva ma possibile.
E' anche suggestivo pensare ad una morfologia primordiale del'isola molto diversa da oggi e le conseguenze per le popolazioni che allora la abitavano.
Ammesso che ve ne siano state a quei tempi.

 

Postato da: Maurizio4 il 11 Luglio 2008 alle 15:37

Sapevo che la depressione calderica della Valle del bove si fosse originata dal crollo di vecchi apparati eruttivi forse più alti dell attuale Mongibello a causa del peso e del fatto che l'Etna scivola lentamente verso lo Ionio formando una zona di faglie e fratture.

ps.faglie e fratture sono la stessa cosa? Scusate l ignoranza.
Ciao.

 

Postato da: Gaetano longhitano il 15 Marzo 2009 alle 21:06

T rispondo con qualche mese di ritardo, ma ....meglio tardi che mai!!! Fratture e faglie non sono la stessa cosa. Una faglia si può pensare come una frattura i cui bordi, però, subiscono spostamenti relativi. In sostanza una faglia smembra una porzione di crosta in due blocchi che tra di loro si possono allontanare (faglia normale o distensiva), accavallarsi (faglia inversa o compressiva) oppure scorrere parallelamente alla linea di faglia (faglia trascorrente).

 

Postato da: alessandro licciardello il 18 Febbraio 2010 alle 14:42

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